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Papua Nuova Guinea
La Papua Nuova Guinea è una terra selvaggia, incontaminata e
variegata che spazia dalle paludi alle frastagliate rocce calcaree,
dal caldo soffocante al freddo delle Highlands, dagli abitanti
dei villaggi coperti di piume e perle alle poco fantasiose popolazioni
delle colline, dal minuscolo canguro arboreo alla gigantesca farfalla
Attacus atlas (Queen Alexandra Birdwing). È proprio questa varietà
che da sempre attira folte schiere di esploratori, antropologi
e viaggiatori.
Oggi, tuttavia, molti giornali tendono a dare un'immagine poco
rassicurante del paese e anche se molte delle notizie fornite
sono dettate da un eccesso di allarmismo, è bene ricordare che
Papua Nuova Guinea è colpita dagli stessi problemi (disoccupazione,
aumento del tasso di criminalità e sfruttamento dell'ambiente)
che affliggono molte nazioni emergenti. Tenete anche presente
che l'industria del turismo sta ancora muovendo i primi passi
e che gli alberghi sono costosi, i trasporti sono scarsi e la
cucina non è molto allettante.
Storia
Gli storici ritengono che 50.000 anni fa la Papua Nuova Guinea
fosse abitata da popolazioni asiatiche. Il primo contatto con
l'Europa fu stabilito tra il 1526 e il 1527 dall'esploratore portoghese
Jorge de Meneses, che battezzò questo luogo Ilhas dos Papuas ('isole
dei capelli crespi'). Lo spagnolo Inigo Ortiz de Retes, in seguito,
cambiò il nome in Nuova Guinea perché le popolazioni locali gli
ricordavano quelle africane della Guinea. Seguirono altre esplorazioni,
tra cui quelle di Bougainville, Cook, Stanley e John Moresby.
Per vari secoli quest'isola così grande e inquietante non venne
presa in considerazione dalle potenze coloniali, fatta eccezione
per l'Olanda. Nel 1824 gli Olandesi, ansiosi di rafforzare il
proprio Impero delle Indie Orientali, formalizzarono infine le
loro richieste di sovranità sulla parte occidentale dell'isola,
seguiti dalla Prussia che nel 1884 si impossessò della zona settentrionale.
Il quadro si completò alcuni giorni dopo, quando la Gran Bretagna
impose un protettorato nella regione meridionale, annettendola
poi quattro anni più tardi.
Nel 1906 la Nuova Guinea Britannica, diventata nel frattempo 'Papua',
venne ceduta all'Australia, che aveva da poco ottenuto l'indipendenza.
Allo scoppio della prima guerra mondiale gli Australiani si assicurarono
prontamente il quartier generale tedesco di Rabaul e in seguito
si impossessarono anche della Nuova Guinea Tedesca. Nel 1920 la
Società delle Nazioni affidò ufficialmente l'isola in mandato
all'Australia. Durante la seconda guerra mondiale le isole settentrionali
e gran parte della costa del nord caddero sotto il controllo dei
Giapponesi, che proseguirono la loro avanzata verso sud, fino
a quando vennero bloccati dalle forze alleate. Nel 1945 gran parte
del territorio sottratto venne riconquistato, ma i Giapponesi
mantennero saldamente le loro posizioni in Nuova Irlanda e in
particolare a Rabaul, in Nuova Britannia, dove scavarono 500 km
di gallerie; queste ultime roccaforti si arresero solo alla fine
della guerra. Dopo il conflitto la metà orientale della Nuova
Guinea fu restituita all'Australia e diventò il Territorio di
Papua e Nuova Guinea. Nel 1963 l'Indonesia assunse il controllo
della Nuova Guinea Olandese incorporandola nello stato indonesiano
con il nome di Irian Jaya. La Papua Nuova Guinea ottenne l'autogoverno
nel 1973 e la piena indipendenza nel 1975.
Il primo problema che la Papua Nuova Guinea dovette affrontare
dopo l'indipendenza fu quello dei rapporti con lo stato confinante,
la potente Indonesia. Dopo che questa si era impadronita di Irian
Jaya, molti Papuani dell'ovest organizzarono un movimento di resistenza
armata (l'Organisasi Papua Merdeka, OPM) che combatté le forze
indonesiane con scarso successo. Le tensioni si allentarono notevolmente
dopo il 1985, in seguito al rallentamento del flusso di profughi
(stimati oltre le 10.000 unità) tra Irian Jaya e la Papua Nuova
Guinea. Ora nei campi profughi della Western Province vivono ancora
7500 rifugiati dell'Irian Jaya, che costituiscono il più grande
gruppo di stranieri nel paese.
Successivamente cominciò a profilarsi una nuova fonte di problemi
sull'isola di Bougainville, i cui abitanti si ritenevano diversi
per razza e cultura dalle popolazioni dell'isola principale. In
particolare essi erano esasperati dalle distruzioni ambientali
causate dall'enorme miniera di rame di Panguna, di proprietà australiana,
e dal fatto che, sebbene i suoi proventi contribuissero per un
terzo al bilancio nazionale, l'isola non ne ricevesse alcun beneficio.
Nacque così un esercito rivoluzionario denominato Bougainville
Revolutionary Army (BRA), che nel 1989 costrinse la miniera a
chiudere; questo fatto, unitamente alla richiesta di secessione,
innescò un grave scontro militare che determinò una lunga serie
di violazioni dei diritti umani.
Dopo enormi spargimenti di sangue (tra cui il noto massacro di
San Valentino del 1990, quando le forze di sicurezza della Papua
Nuova Guinea sferrarono un attacco con le navi da guerra fornite
dall'Australia) vennero tentati i primi colloqui di pace, ma la
massiccia offensiva lanciata contro i ribelli nel 1992 dall'allora
primo ministro Wingti esacerbò nuovamente la situazione. All'inizio
del 1997 i comandanti militari della Papua Nuova Guinea si rifiutarono
di collaborare a un'operazione occulta dal costo di 35 milioni
di dollari con la quale una truppa di mercenari sudafricani avrebbe
dovuto riconquistare l'isola con la forza; i mercenari furono
rimandati in patria e il primo ministro Julius Chan dovette dimettersi.
Con le elezioni tenutesi nella metà dello stesso anno la carica
di primo ministro passò a Bill Skate.
La guerra di Bougainville è terminata ufficialmente nell'aprile
del 1998. Nel corso di questo conflitto durato 10 anni, circa
40.000 abitanti dell'isola sono passati alla condizione di profughi
e sono morte circa 20.000 persone. Attualmente il cessate il fuoco
è monitorato da una forza di pace e si discuterà per stabilire
quale forma di indipendenza verrà concessa all'isola. L'ottimismo
generato dal cessate il fuoco è ben presto scemato di fronte a
uno scandalo per corruzione che ha coinvolto Bill Skate e al catastrofico
periodo di siccità (provocato da El Niño) che ha colpito in modo
particolarmente grave le province della zona centrale. Si ritiene
che 500 persone siano morte di fame e malattie e che altre 650.000
abbiano pesantemente risentito delle conseguenze di questi fenomeni.
Come se ciò non bastasse, nel luglio del 1998 tre giganteschi
tsunami si sono abbattuti sulla costa nordoccidentale, provocando
la morte di almeno 3000 persone e distruggendo completamente i
villaggi del litorale.
Nel luglio del 1999 il primo ministro Bill Skate si è dimesso
dopo aver provocato un incidente diplomatico, per aver riconosciuto
Taiwan quale entità politicamente separata dalla Cina. Dopo i
tentativi falliti di riformare un esercito sedizioso fatti dal
successore, sir Mekere Morauta, nell'agosto 2002 è stato eletto
per la terza volta primo ministro sir Michael Somare. Le elezioni
sono state caratterizzate da violenze e da brogli.
A causa della difficile situazione economica lo stato ha abolito
l'istruzione gratuita e anche il sistema sanitario è a pagamento.
Inoltre, per mancanza di denaro, lo stato non può dislocare poliziotti
e soldati su tutto il territorio per contenere l'alto indice di
criminalità.
