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                         Yanomami


Conosciuti fin dal XVIII secolo, gli Yanomami costituiscono
il popolo più numeroso dell’America Latina, che è riuscito
a preservare il proprio patrimonio culturale pre-colombiano
dalle influenze occidentali contemporanee.

Vivono nel Nord –Est della Roraima, a Nord dell’Amazzonia
e nel Venezuela per un totale di circa ventimila indios.

In Brasile sono distribuiti in circa 150 villaggi, situati da 10
a 100 Km l’uno dall’altro.
Le distanze sono percorribili in 1-5 giornI di cammino.

Scambi, matrimoni e rituali comuni contribuiscono al
mantenimento di relazioni fraterne.

Il territorio degli Yanomami ha cominciato ad essere invaso,
nel nostro secolo, dalla fine degli anni ’50.

Nel 1970 la costruzione della Rodoviaria Perimental Norte
ha implicato la distruzione di parte del territorio.
Negli anni 1975-76 il progetto RADAM, con l’annuncio
dell’esistenza di oro e di altri metalli nella regione, ha contribuito
all’afflusso di molti cercatori d’oro (garimpeiros), e con loro
all’introduzione di malattie come la malaria, pregiudicando
anche la caccia e la pesca e causando quindi fame e morti.

Nel 1978 è costituita la CCPY che, attraverso campagne nazionali
ed internazionali, chiede la demarcazione dei confini delle terre
di questi indios e l’espulsione dei garimpeiros (negli anni 80 e
dopo la promulgazione della Nuova Costituzione Federale in
Brasile sorgono associazioni ed istituzioni che si occupano della
tutela e della convivenza dei popoli indigeni con gli altri segmenti della società).

Al contrario di quanto è accaduto per altri popoli, il martirio degli
Yanomami è stato divulgato dai mezzi di comunicazione di massa
in Brasile e nel mondo. Ma la regione è ricca di minerali e la
pressione di imprese e di associazioni di cercatori d’oro fanno
temere un ulteriore etnocidio nella storia indigena nazionale:
secondo l’attuale legislazione brasiliana la mineralização è
considerata patrimonio dell’União e di usufrutto indigeno, quindi
è consentita, purché inquadrata in criteri legalmente riconosciuti.