L'attuale
Villa
San Siro incorpora i resti di un'antica chiesetta
dedicata fin dalla sua fondazione a San Siro, vescovo di Pavia. La
fondazione di questa chiesetta è attestata da alcuni documenti, il
più antico dei quali fa risalire l'atto di fondazione al primo luglio
dell'885; in tale anno, infatti, un certo Ambrogio lasciò un legato
alla basilica 'Santi Siri alla Vepra': essa sarebbe dovuta dipendere dalla
'cella Santi Ambrogi', un piccolo monastero
del luogo, tenuto dai benedettini che a San Siro sarebbero venuti a celebrare
le funzioni sacre.
Notizie della chiesetta di San Siro sono riscontrabili anche in altri documenti
di periodi storici successivi . Sappiamo ad esempio, che dopo la distruzione
di Milano operata dal Barbarossa, la zona di San Siro venne affidata dal podestà
nominato dall'imperatore ai milanesi per la ricostruzione delle loro abitazioni.
Per il secolo XII si hanno notizie di antichi nuclei abitati; tale tipo d'informazione
scarseggia per i secoli successivi. Dalle notizie giunte in nostro possesso,
sappiamo che verso la fine del XVI secolo la chiesetta fu affidata per un
breve periodo ai cistercensi passò poi sotto la giurisdizione di San
Bartolomeo piccolo, finché nel 1581 le chiese e gli oratori che formavano
i cosiddetti 'Corpi santi di Porta Vercellina' vennero annessi alla parrocchia
di San Pietro in Sala, mantenendo l 'obbligo della celebrazione della Messa
festiva in luogo. Ormai San Siro era ridotto in uno stato di semiabbandono;
era un oratorio posto Botto il giuspatronato dei Pecchi, famiglia nobile,
affittuaria ed amministratrice dei beni appartenuti un tempo ai benedettini
ed ai cistercensi. Essi, nel secolo XVII demolirono la parte anteriore della
chiesa per addossarvi una casa.
L'oratorio di San Siro appartenne alla parrocchia di San Pietro in Sala fino
al 1959 quando fu posta sotto la dipendenza della parrocchia di Sant'Anna.
Due altri fatti storici sono legati a questa zona. Il primo risale al
tempo del Risorgimento italiano : qui si tenne infatti un convegno carbonaro
nel 1821. Attestazioni di questo incontro patriottico sono desumibili dalle
'Memorie' scritte dal conte Federico Confalonieri durante la sua prigionia
nel carcere dello Spielberg e nell 'opera del conte Giovanni Arrivabene 'Un'epoca
della mia vita'. Questo incontro carbonaro promosso dal conte Vecchio si concluse
con l 'arresto dei convenuti in seguito alla delazione di uno di loro alla
polizia austriaca.
La storia recentissima ci ricorda la chiesetta di San Siro per_ che incorporata
in una villa che ospitò la banda Koch. IL 13 luglio del 1944 il ministero
degli interni della repubblica di Salò inviò un appartenente
alla polizia speciale per sequestrare la villa dei signori Fossati per adibirla
a quartiere generale della, banda Koch che vi compì efferatezze e torturò
molti partigiani o presunti tali.
Al primo piano, in un vasto salone, vi era l'ufficio di Koch , mentre i rimanenti
locali erano occupati da altri inquisitori. Al secondo piano c'erano le camere
del personale, autisti ed agenti.
Le cantine della casa, una volta lavanderie, carbonaia e ripostigli, vennero
trasformate in luoghi di tortura; due di esse furono piastrellate e trasformate
in docce, nelle quali i prigionieri venivano sottoposti a getti successivi
di acqua bollente ed acqua gelida. Le cantine rimanenti vennero trasformate
in celle, tre per gli uomini e una per le donne; due di esse erano cosi basse
di non consentire alla persona la posizione eretta. Tutte le finestre furono
chiuse con inferriate; una scala a chiocciola collegava il piano superiore
con le cantine sottostanti. La casa era stata dotata anche di un potente impianto
elettrico che illuminava continuamente le celle nelle quali venivano stipati
fino ad 80 prigionieri.
Notizie di quanto accadeva a 'Villa Triste' cominciarono a trapelare e la
fine della banda Koch non è chiara: si trattò probabilmente
di rivalità con la banda 'Muti', in seguito ad un'interferenza di interessi.
Il 25 settembre del 1944 uomini della 'Muti' circondarono la villa e dopo
una breve sparatoria l'occuparono. I partigiani prigionieri furono trasferiti
a San Vittore e da lì alcuni di essi partirono per i campi di concentramento
tedeschi
da cui non fecero più ritorno. Gli appartenenti alla banda Kooh' furono
fatti prigionieri e poi rilasciati per intervento dei tedeschi.
Nel dopoguerra Villa San Siro venne occupata dalle Missionarie dell'Immacolata
cui era stata donata dalla Signora Fossati per a-dempiere alle ultime volontà
del marito.
Molti lavori di riadattamento sono stati fatti soprattutto per quanto riguarda
il piano inferiore della casa, trasformando le docce e le celle in cucina
dispensa, guardaroba refettorio.